A Iglesias, città regia delle chiese e delle miniere, per la 3^ tappa di Monumenti Aperti 2012

Tra Porto Flavia e la Laveria Lamarmora passando per Pan di zucchero.

25/05/2012

Sabato 19 maggio il nostro tour per i Monumenti Aperti della Sardegna ha fatto tappa a Iglesias. La prima parte della giornata è descritta nel racconto di Giulia Madau (o sostituire con link interno???) .

Dopo aver passato la mattina tra chiese, piazze, palazzi e castelli, il pomeriggio lo abbiamo dedicato a una visita ai dintorni di Iglesias. Ci siamo spostati verso Masua in direzione del sito minerario di Porto Flavia, lungo la costa sud occidentale della Sardegna.
Ed è proprio lungo la costa che abbiamo cominciato a godere di un panorama mozzafiato. Tra chiome di euforbia, lentisco e cisto, spuntava in lontananza la sagoma di 'sua maestà' Pan di zucchero, uno dei più grandi faraglioni d'Europa. 
I colori cangianti dal bianco al giallo, al rosso, al verde della macchia mediterranea e i profumi inconfondibili dell'elicriso e delle ginestre, ci hanno accompagnato fino all'ingresso di Porto Flavia. 

Accompagnati dalle espertissime guide dell'IGEA e del Parco Geominerario della Sardegna, abbiamo percorso i 400 metri che conducono all'estremità opposta per ritrovarci a 18 metri sopra il livello del mare
La galleria di Porto Flavia, che prese il nome dalla primogenita del suo progettista, l'ingegner Cesare Vecelli, fu realizzata nel 1924 scavando la montagna per circa 600 metri. Un nastro trasportatore riceveva i minerali dai depositi sotterranei per poi trasferirli direttamente nella stiva delle navi da carico. Questa ingegnosa soluzione, che all'epoca rivoluzionò il sistema di imbarco dei minerali, ci è stata illustrata perchè, insieme al fascino di questo luogo, potessimo ammirare anche un esempio di ingegno e di tecnica realizzatrice.

Dopo aver goduto della vista dell'isolotto di Pan di zucchero, da una distanza di poche centinaia di metri, abbiamo ripercorso a ritroso la galleria per riprendere la macchina e dirigerci in direzione di Nebida, per visitare i resti della Laveria Lamarmora costruita alla fine del 1800 e utilizzata fino alla metà degli anni '30 per lavare i minerali estratti dalle vicine miniere. La sua realizzazione a strapiombo sul mare fu necessaria per agevolarne il trasporto e avere a portata di mano la grande quantità d'acqua necessaria per quel tipo di lavorazione.

La vista che si gode dal Belvedere di Nebida, da dove è possibile raggiungere i resti della Laveria, è una delle più suggestive della Sardegna. Andateci al tramonto e fermatevi a sorseggiare un aperitivo come abbiamo fatto io e Giulia, prima di riprendere la via di casa, stanche ma felici di aver visitato un altro pezzo della nostra Sardegna e goduto di una splendida giornata.
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Alessandra Polo